Durante i bombardamenti .....

Durante i bombardamenti .....

Il Nino Padre o “ relitto della lana “, come viene ricordato dagli anziani del luogo, era un piroscafo da carico appartenente alla famiglia Gavarone di Genova e precisamente all’armatore Giuseppe Gavarone. Fu costruita nel 1913; iscritto al compartimento marittimo di Genova con matricola 1889. Fu catturata dai tedeschi nel settembre del 1943 e affondata durante i terribili bombardamenti che colpirono il capoluogo ligure durante l’aprile-maggio del 1944. Non si hanno notizie riguardanti l’equipaggio del piroscafo, sicuramente le vittime dell’affondamento sono state piante dai propri cari, che vedevano, in ricordo dei loro figli e mariti, i resti delle balle di lana e cotone che per parecchi giorni si spiaggiarono sulle coste genovesi. Subito dopo la guerra la SORIMA , ditta specializzata in lavori subacquei, si immerse sullo scafo abbandonato e recuperò tutto ciò che poteva essere venduto in quel periodo del dopoguerra carico di crisi specialmente nel settore del commercio.Il Nino Padre giace a un miglio dalla costa fra la Lanterna e l’aeroporto ad una profondità compresa fra i 65 e gli 80 metri. I diversi tuffi svolti durante i giorni della spedizione hanno portato alla prova concreta che si tratta del relitto della lana, infatti parte di tale carico è ancora presente e ben visibile nelle stive della nave. Purtroppo la nave manca delle ancore e degli argani, sicuramente recuperati per fondere il ferro e venderlo, ma la visione d’insieme della prua, enorme e in perfetto assetto di navigazione è davvero suggestiva. L’osservazione scrupolosa, anche se la visibilità non è stata sempre fra le migliori, ha permesso la localizzazione delle stive di carico, con vari oggetti ancora identificabili, il vano cucine e la parte poppiera , fino ad allora completamente sconosciuta. La bellezza di immergersi su questo relitto è la grandezza dello scafo e la storia che si può sentire pulsante dalle sue lamiere. Vista la profondità si sono dovute usare miscele ternarie, Trimix 16/40, e decompressioni in Nitrox 36 e Ossigeno puro.


Fonte: testi e immagini tratti da   ilsubacqueo.it - Di Magli Pietro Traverso Stefania Vecchi Davide

 


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